COORDINAMENTO EUROPEO VIA CAMPESINA
Rue de
Rue d’Arlon 51B/15, 1040 Brussels, tel : +32 22800832, fax : +32 22802160
COMUNICATO STAMPA
Bruxelles 1 luglio 2008
Creazione del Coordinamento Europeo Via Campesina
Una nuova organizzazione per cambiare la politica agricola europea
dal bilancio di salute
Il processo di raggruppamento iniziato dal Coordinament Contadino europeo (CPE) e
Il Coordinamento Europeo Via Campesina raggruppa le organizzazioni riunite prima nella CPE e numerose organizzazioni contadine e di lavoratori agricoli di Danimarca, Svizzera, Italia, Paesi bassi, Spagna, Grecia, Malta, Turchia.
L’obiettivo principale di questa organizzazione è la lotta per altre politiche agricole ed alimentari più legittime, più giuste, più solidali e più sostenibili che sono necessarie in Europa per rispondere alle sfide di sicurezza alimentare, di salute pubblica, di impiego nel mondo rurale e per affrontare la crisi dei prezzi alimentari globali ed il riscaldamento climatico.
In Europa, ogni giorno più di mille aziende agricole spariscono mancando una vera volontà politica di far vivere l’agricoltura contadina e familiare.
Noi esigiamo lo sviluppo di un’agricoltura contadina diversa e legata ai territori ed il raggiungimento della sovranità alimentare.
Troverete qui sotto una presentazione dei valori, e delle priorità del Coordinamento Europeo Via Campesina, l’elenco delle organizzazioni che ne fanno parte ed il suo Comitato di gestione.
Nel 2008 il Coordinamento Europeo Via Campesina participerà attivamente al Foro Sociale Europeo a Malmö in Svezia (17-21 sett.), alla mobilitazione ed al forum di Annecy in Francia in occasione della riunione informale del Consiglio Agicolo (20-23 sett) ed alla quinta conferenza di Vía Campesina (17-23 ott). Essa si impegnerà attivamente dal 2008 nel dibattito sulla PAC dopo il 2013.
PIATTAFORMA COMUNE
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Noi, organizzazioni membre di Coordintion Paysanne Européenne, COAG, e SOC, membri di Via Campesina, desideriamo rinforzare il movimento contadino europeo per far cambiare la politica agricola europea. Noi difendiamo il diritto alla sovranità alimentare necessaria a questo cambiamento. La piattaforma comune sottoriportata afferma i nostri valori e le nostre priorià. Invitiamo le organizzazioni contadine e rurali che la condividono ad unirsi a noi per far cambiare la politica agricola europea dal 2008.
Quali sono i nostri valori ?
- la solidarietà al posto della concorrenza,
- la giustizia sociale,
- l’uguaglianza di diritti fra uomini e donne,
- l’utilizzazione durevole delle risorse naturali,
- la salute dei produttori e dei consumatori,
- la diversità regionale dei prodotti e delle agri-culture.
Perché vogliamo cambiare le politiche agricole attuali in Europa?
Le nostre priorità per una politica agicola legittima, durevole e solidale
- Abbiamo bisogno di una politica pubblica, di una politica agricola europea definita dagli europei e non dall’OMC. Sì ad un cambiamento di PAC, no alla sua soppressione.
- L’impiego agricolo e rurale deve essere una priorità: no alla soppressione di contadini/e.
- I diritti delle contadine devono essere riconosciuti.
- L’accesso alla terra, all’acqua, alle sementi, al credito deve diventare un diritto. Ciò include il diritto dei/delle contadini/e ad utilizzare le loro sementi e a migliorare le loro varietà vegetali.
- Occorre favorire l’insediamento di giovani contadini/e.
- I/le contadini/e devono vivere anzitutto con la vendita dei loro prodotti. Affinché i prezzi agricoli riflettano il valore reale dei prodotti, le due condizioni seguenti sono necessarie:
· La produzione deve essere governata per evitare eccedenze o penurie
· Ogni forma di dumping all’esportazione (vendita al di sotto dei costi di produzione) deve esere proibita e, parimenti, l’UE e gli altri paesi hanno il diritto di proteggersi da importazioni a prezzi troppo bassi.
- Per mantenere un mondo rurale vivo in ogni regione,
· l’agricoltura contadina deve mantenersi e svilupparsi: un sostegno europeo è necessario, in particolare per le piccole aziende e le regioni sfavorite.
· Il processo di concentrazione della produzione agricola deve essere interrotto e la produzione agricola meglio ripartita fra le regioni e le aziende.
· I servizi pubblici devono essere mantenuti e migliorati su tutto il territorio.
- I modelli di prouzione che rovinano l’ambiente, consumano troppa energia, degradano la qualità e la sicurezza dei prodotti devono essere cambiati.
- L’utilizzazione delle terre agricole deve essere consacrata prioritariament alla produzione alimentare.
- La biodiversità deve essere salvaguardata: OGM e brevettazione del vivente devono essere proibiti.
- La politica di sviluppo rurale non deve sostituire
- Le filiere corte di commercializzazione devono essere favorite nei confronti dei trasporti a lunga distanza ed ai mercati internazionali.
- I lavoratori agricoli immigranti devono essere trattati senza discriminazioni e godere degli stessi diritti dei loro omologhi europei.
- Abbiamo bisogno di regole di commercio internazionale senza dumping, basate sul diritto di sovranità alimentare, sui diritti umani e sul diritto internazionale del lavoro.
Comitato di Coordinamento :
Joop de Koeijer (Pays-Bas): +31 111 69 15 81
Lidia Senra (Espagne): +34609845861
Marit Jordal (Norvège): +47 24148950
Pierre André Tombez (Suisse): +41 216017467
Rafael Hernández (Espagne): +34616436556
René Louail (France): +33 672848792
Javier Sánchez (CCI de Via Campesina) (Espagne): +34 609359380
Josie Riffaud (CCI de Via Campesina) (France): +33 61310
Organizzazioni Membre :
Germania
Arbeitgemeinschaft Bäuerliche Landwirtschaft (ABL)
Austria
Österreichische Bergbauernvereinigung (ÖBV)
Belgio
Fédération unie des groupements des éleveurs et agriculteurs (FUGEA)
Mouvement Action Paysanne (MAP)
Vlaams Agrarisch Centrum (VAC)
Danimarca
Frie Boender
Spagna
Coordinadora de Organizaciones de Agricultores y Ganaderos (COAG)
Euskal Herriko Nezakarien Elkartasuna (Union de Ganaderos y Agricultores Vascos (EHNE/UGAV) - Pais Vasco
Sindicato Labrego Galego (SLG) - Galicia
Sindicatos de Obreros del Campo (SOC)
Europa
Mouvement International de Jeunesse Africole Catholique (MIJARC‑Europe)
Francia
Confédération nationale des syndicats des exploitants familiaux (MODEF)
Confédération Paysanne
Grecia
NEAK
Italia
Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB)
Associazione Rurale Italiana (ARI)
Malta
Assocjazzioni tal-Bdiewa (ATB)
Norvegia
Norske bonde – og Smabrukarlag (Norwegian Farmers’ and Smallholders’ Union) (
Paesi Bassi
Nederlandse Akkerbouw Vakbond (NAV)
Portogallo
Confederacoa National da Agricultura (CNA)
Svezia
Nordbruk
Svizzera
L’Autre Syndicat
Uniterre
Turchia
Confederation of Farmers’ Unions (ÇIFÇTI-SEN)
Prezzo sorgente
Al contadino non far sapere quanto è buono il prezzo sorgente nelle fiere e nelle filiere…
Le “Sacre scritture” recitano:
“Chiamiamo prezzo sorgente il primo prezzo al quale il produttore vende il proprio prodotto. Il prezzo sorgente è quello praticato dal produttore prima di ogni altro ricarico della catena commerciale. Il prezzo sorgente non è imposto, ma deciso da ogni produttore, cosi come libero è il prezzo finale che ogni venditore affianca al prezzo sorgente…”
Dal nostro dibattito abbiamo constatato che questa definizione non è sufficientemente chiara ed esaustiva.
Iniziamo a definire gli obiettivi principali del prezzo sorgente:
1) trasparenza dei ricarichi all’interno della filiera e ad ogni passaggio;
2) Informazione al consumatore che reso edotto e cosciente dei vari ricarichi e della retribuzione del lavoro agricolo nella determinazione del prezzo finale di un prodotto, diviene con le sue scelte co-produttore;
3) Giusta retribuzione del lavoro agricolo e denuncia dei ricarichi scandalosi di alcuni commercianti;
4) Spezzare l’isolamento dei produttori agricoli di fronte al “mercato” e nascita di una nuova solidarietà tra di essi;
5) Ridare ai prodotti agricoli il valore ed il senso di alimento per gli esseri umani e non semplicemente merce.
Se siamo d’accordo su questi principi, possiamo continuare….
Penso sia necessario ribadire che il prezzo sorgente non può che essere unico ossia uguale per tutti i clienti indipendentemente dalle quantità acquistate. Per una o 10.000 bottiglie il prezzo sorgente a bottiglia è lo stesso; e ciò perché non pensiamo corrisponda al valore di una generica “merce”, definizione che non ci appartiene, ma bensi a quanto il produttore reputi necessario a coprire i costi di una produzione rispettosa dell’ambiente e degli altri esseri umani e sufficiente a remunerare il proprio lavoro e permettergli una dignitosa esistenza. Quindi perlomeno nel “circuito CW” che stiamo costruendo non è ammissibile praticare prezzi differenziati, anche se tramite sconti o scatole omaggio. E questo perché se siamo d’accordo che il prezzo sorgente rappresenta il GIUSTO prezzo, ossia quello che riconosce il valore del lavoro agricolo; se siamo d’accordo che il prezzo sorgente è un elemento di trasparenza nella formazione del prezzo finale al consumatore tramite il quale si stabilisce un nuovo rapporto di fiducia e solidarietà; se siamo d’accordo che le produzioni agricole non sono una semplice merce ma alimento essenziale per gli esseri umani; se siamo d’accordo che il prezzo sorgente rompe l’isolamento dei produttori agricoli creando nuove solidarietà tra di essi e con i consumatori/co-produttori, COME POSSIAMO RIVEDERE AL RIBASSO IL PREZZO SORGENTE OGNI VOLTA CHE CI TROVIAMO DI FRONTE UN COMMERCIANTE; UN DISTRIBUTORE; UN IMPORTATORE????????
Mi sembra una contraddizione in termini….il prezzo sorgente o è unico o non è!
Altri dubbi sono nati su come attribuire ed evidenziare i costi accessori, del trasporto, distribuzione, fermo magazzino, ecc…
Alcuni equivoci sono nati dalla estrema semplificazione fatta all’inizio, ipotizzando una vendita diretta tra produttore e rivenditore finale (enoteca, ristorante) in cui uno dei due soggetti si faceva carico dei costi accessori su detti. Anche nella carta dei vini CW, che venne stampata lo scorso anno, vi erano solo due colonne “prezzo sorgente” e “prezzo al pubblico”. Una terza colonna con un prezzo intermedio o di intermediazione, in cui far rientrare tutti i costi accessori, avrebbe senz’altro resa più chiara la formazione del prezzo finale e trasparente tutti i ricarichi all’interno della filiera.
Da ciò si comprende anche che i costi accessori possono essere solo aggiunti al prezzo sorgente mai sottratti, questo nel caso che l’azienda agricola si occupi anche del trasporto e/o distribuzione dei vini; nel caso in cui di questa ultima attività se ne occupi un soggetto terzo, ad esso andrà il ricarico del prezzo intermedio.Un meccanismo simile, palesando i luoghi ed i passaggi ove avvengono i massimi ricarichi avrebbe di per sé la forza di inibirli o limitarli. Quello che dobbiamo evitare e creare un regime di concorrenza tra di noi (con sconti ed omaggi appunto) a tutto vantaggio della categoria dei commercianti; l’unica concorrenza ammessa tra di noi è quella che ci spinga ad ottenere cibi sempre più buoni e salutari. Anche per i pagamenti dovremmo stabilire un modo d’operare comune ( per es. pagamenti non oltre i 60gg).
Ovviamente abbiamo la necessità di sperimentare il prezzo sorgente in un “canale protetto”, ossia presso esercizi “sensibili” alle nostre tematiche. Ciò vuol dire che pur impegnandoci ad adottare in maniera scrupolosa i principi suddetti del prezzo sorgente, nel “canale o circuito protetto”,
ognuno di noi continuerà in un periodo transitorio a mantenere le stesse abitudini con altri sbocchi commerciali. Ma pensare di dare alle stampe una nuova carta dei vini o catalogo, senza aver adottato il prezzo sorgente cosi come finora descritto, oltre che inutile mi sembra ingannevole nei confronti dei consumatori. Il prezzo sorgente è l’eversione pacifica verso la quale ci spingeva Veronelli per liberarci del morbo del capitalismo che è entrato in tutti noi. Ogni altro tipo di approccio non considera le diverse solidarietà che il prezzo sorgente fa nascere e convivere, prima fra tutti quella tra produttori agricoli e consumatori che solo se uniti possono portare a termine una critica severa e radicale alla politica dei prezzi dei generi alimentari e dei redditi . Possono far comprendere che non è cara una nostra bottiglia di vino a 5-10 € ma lo è quella di un vino industriale ad 1€, prodotto industriale ottenuto senza rispetto degli esseri umani ed ambiente. Non è cara la nostra bottiglia di vino a 5-10 € , ma è bassissimo uno stipendio mensile di 600/800/1000€ che condanna a nutrirsi con i prodotti scadenti dell’agrindustria venduti nella grande distribuzione.
Nessuno pensa di utilizzare il prezzo sorgente solo nei Centri Sociali, né però si può credere che al contrario l’unica strada politicamente valida sia l’immissione nel Mercato senza la creazione di un “canale protetto”. La “filiera o canale protetto” formato cioè da tutti quei locali,esercizi, che in questi anni si sono mostrati sensibili e disponibili a sperimentare il P.S., dovrà essere una soluzione iniziale e temporanea. Poi si allargherà a macchia d’olio; la strada da percorrere è questa, non una nostra immissione nella distribuzione convenzionale!
Dobbiamo dare un senso alle parole d’ordine che usiamo: non vogliamo inserirci nel mercato tradizionale (semmai dobbiamo conviverci per un po’) ma creare un mercato/economia ALTERNATIVA e PARALLELA. E come possiamo creare un mercato alternativo e parallelo se ci pieghiamo alle pratiche che ci impone il Mercato tradizionale? O vogliamo illuderci che questa percentuale del 10- 15% di sconto o le scatole omaggio ed i pagamenti a babbo morto sono una nostra libera scelta?
L’ipotesi di lasciare un margine del 10-15% di operatività rispetto al prezzo sorgente non è poi praticabile, perché non è possibile imporre una percentuale uguale per tutti; né è pensabile di averne di differenziate, perché ciò creerebbe concorrenza all’interno del gruppo spaccando coesione e solidarietà. Non è praticabile anche perchè si tratterebbe di un dato non oggettivo; mentre per il P.S. la definizione nella sua formulazione può essere uguale per tutti, anche se origina prezzi diversi, e quindi oggettivo e condivisibile.
Personalmente penso che dovremo avere il coraggio di spingerci oltre e mettere il prezzo sorgente in etichetta oltre a tutte le informazioni sulla produzione. Ad es per l’etichetta del vino prevedere una scheda simile:
uso diserbo chimico si no
uso concimi chimici si no
uso fitofarmaci di sintesi si no
lieviti selezionati si no
enzimi si no
acidificazione/disacidific. Si no
solforosa totale
ac. Vol.
ac . tot.
Zuccheri residui
Nel seminario promosso in collaborazione con il progetto Terre Contadine - ItaliAfrica ad Addis Abeba (Etiopia) dal 21 al 23 maggio 2008, le Organizzazioni Contadine delle varie regioni Africane, dopo aver fatto una chiara valutazione della situazione dell'agricoltura africana hanno raggiunto un importante accordo per unire i loro sforzi nella consapevolezza di avere le capacità di denunciare e di affrontare i veri problemi che stanno alla base della situazione di carenza alimentare che affligge milioni di africani. Di seguito la dichiarazione finale delle organizzazioni contadine africane.
Francesco Benciolini - ARI
Piattaforma Panafricana delle organizzazioni contadine
e di produttori agricoli dell'Africa
DICHIARAZIONE FINALE
Di fronte alla situazione allarmante che colpisce le popolazioni africane, le reti sotto-regionali delle organizzazioni contadine e di produttori agricoli dell'Africa australe (SACAU), dell'Africa centrale (PROPAC), dell'Africa dell'est (EAFF) e dell'Africa dell'ovest (ROPPA), si sono riuniti ad Addis-Ababa, in Etiopia, dal 21 al 23 maggio 2008, per mettere in comune le informazioni e scambiarsi le idee sulla situazione attuale dell'agricoltura contadina e sulle possibili soluzioni della crisi agricola e alimentare.
Considerando che le reti sotto-regionali delle organizzazioni contadine e di produttori agricoli hanno la stessa ragione d'essere, cioè la difesa e la promozione degli interessi delle aziende agricole familiari e dei produttori agricoli africani;
Constatando che queste aziende familiari agricole e questi produttori agricoli africani condividono lo stesso spazio agricolo, e le risorse naturali quali la terra, l'acqua, le foreste;
Constatando inoltre che nonostante il loro maggior peso demografico, queste aziende familiari e questi produttori agricoli subiscono ancora le conseguenze delle politiche agricole e rurali lontane dalle realtà che essi vivono e dalle preoccupazioni che essi continuano a manifestare;
Constatando anche che grazie alla fatica del loro lavoro mal remunerato a causa dei prezzi agricoli che sono stati sempre in calo, gli Stati hanno invece potuto raccogliere importanti ricchezze che molto spesso sono state investite al di fuori del settore rurale;
Constatando infine, oggi come ieri, che queste aziende familiari agricole e questi produttori agricoli sono le principali vittime dei conflitti, delle catastrofi e delle crisi come quella che viviamo ora;
Le reti delle organizzazioni contadine e di produttori agricoli dell'Africa hanno passato in rassegna i diversi fattori che sono all'origine della crisi alimentare ed agricola in Africa.
In definitiva, malgrado gli sforzi tesi a favorire l'integrazione regionale, si deve constatare che la maggior parte di azioni e iniziative sono in grande ritardo. Meglio, l'Africa continua, contrariamente agli auspici del NEPAD, ad essere rivolta più verso l'estero che verso sè stessa.
L'agricoltura africana ha, dunque, conosciuto una sconfitta : una sconfitta anzitutto di noi tutti africanicani, dei leaders politici, delle OP, dei partenaires e della cooperazione bi e multi laterale.
Le reti sotto-regionali delle organizzazioni contadine e di produttori agricoli considerano che la situazione attuale dell'agricoltura africana è grave. Tuttavia, affermano che ciò non corrisponde ad una fatalità e che la situazione di crescita dei prezzi sia degli alimenti che dell'energia non è necessariamente un fattore sfavorevole.
L'opportunità per gli agricoltori africani di ottenere, oggi, una migliore remunerazione dei loro prodotti, necessita tuttavia da parte dei nostri Stati, delle nostre Comunità Economiche Regionali e dell'Unione Africana di intraprendere urgentemente un dialogo ed una concertazione fra tutti, qui in Africa e non altrove.
Le reti delle organizzazioni contadine e di produttori agricoli hanno inoltre constatato di aver consolidato da otre cinque anni la loro mutua conoscenza e di aver costruito una effettiva solidarietà nell'azione, soprattutto operando assieme per migliorare la fattibilità del Nuovo Partenariato Economico per lo Sviluppo dell'Africa (NEPAD) e per mettere in luce il pericolo degli Accordi di Partenariato Economico (APE) per l'avvenire dell'agricoltura africana.
Queste lotte hanno finito per convincerle che il progresso dell'agricoltura africana poteva essere durevole a condizione che le Organizzazioni dei Contadini e di Produttori Agricoli potessero agire a livello continentale. Le quattro reti sotto-regionali delle organizzazioni contadine e di produttori agricoli affermano con questa dichiarazione il loro totale impegno a prendersi in carico questa esigenza storica decidendo, qui ad Addis Aaba, di creare la «Piattaforma Panafricana delle Organizzazioni Contadine e di Produttori Agricoli» dell'Africa.
Le reti di organizzazioni contadine e di produttori agricoli hanno messo in atto un comitato di pilotaggio composto dai quattro presidenti delle quattro reti sotto-regionali di organizzazioni contadine e di produttori agricoli ed hanno designato il Signor Mamadou CISSOKHO come facilitatore. Un programma di lavoro verrà elaborato per la costituzione entro un anno della Piattaforma Panafricana delle Organizzazioni Contadine e di Produttori Agricoli.
Questo nuovo strumento è, secondo noi, un forte valore aggiunto per la realizzazione dei compiti e delle attività delle nostre organizzazioni locali, nazionali e sotto-regionali. Costituisce inoltre una potente leva per favorire una ripresa dell'agricoltura africana affinché essa possa rispondere alle funzioni proprie ad ogni agricoltura degna di questo nome.
Questo nuovo strumento sarà anche un mezzo adeguato per rafforzare il riconoscimento ed il ruolo delle donne, dei giovani e delle minoranze nell'agricoltura africana.
CONCLUSIONE
Convinti che non vi sono alternative alla mobiltazione delle nostre risorse umane, delle nostre risorse finanziarie per quanto siano modeste, e coscienti che il nostro continente, al contrario dell'immagine negativa della mano tesa, della sofferenza, della miseria che ci viene rimandata ogni giorno, dispone di risorse naturali, di risorse umane di qualità, di valori ancora positivi per ogni vita umana, noi ci impegneremo in seno alla Panafricana delle Organizzazioni Contadine e di Produttori Agricoli per salvare le nostre vite, le nostre famiglie, le nostre nazioni e l'Africa, nostro continente.
Hanno firmato :
Nome e Cognome
Funzione
Rete sotto-regionale
Firma
Signora Fanny MAKINA
Vice-Presidente
SACAU
Signor Philip KIRIRO
Presidente
EAFF
Signora Elisabeth ATANGANA
Presidente
PROPAC
Signor Ndiogou FALL
Presidente
ROPPA
Fatto ad Addis-Ababa, Ethiopia, il 23 Maggio 2008
elenco associati Contadinicritici
SARDEGNA
- Az. Agr. AlteaIlloto (Maurizio)
- Az. Agr. Panevino (Gianfranco Manca)
PUGLIA
- Az. Agr. Pantun Mimmo
- Az. Agr Castoro Vito
CALABRIA
- Ass. Culturale Estya (Domenico Fragiacomo)
CAMPANIA
- Cantina Giardino (Antonio e Daniela De Gruttola)
Lazio
- Ass. Terraterra
TOSCANA
- Az. Agr. Fabbrica di San Martino (Giuseppe Ferrua)
- Az. Agr. Cerreto Libri (Andrea Zanfei e Valentina)
- Az. Agr. Forro al Pruno (Tiziana Menichetti)
- Coop. Agr. Paterna
- Az. Agr. Le Tre Stelle (sorelle Rubicini)
- Az. Agr. La Busattina (Emilio Falcione ed Elisabetta)
- Az. Agr. La Cerreta ( Daniele)
- Az. Agr. I Botri (Giancarlo e Giulia)
- Az. Agr. Colombaia (Dante e Helena)
- Az. Agr. S. Donatino (Matteo )
EMILIA ROMAGNA
- Az. Agr. Maria Bortolotti (Flavio Cantelli)
- Az. Agr. Il Palazzo (Ettore)
- Az. Agr. Paolo Francesconi
LOMBARDIA
- Az. Agr. Cebrelli 1887
- Az. Agr. L'Ulif
- Az. Agr. Alberto Tedeschi
LIGURIA
- Collettivo CW/TL Genova
- Soc. Agr. Valleponci (Giorgio Guidotti)
- az. agr. Santa Caterina (Andrea)
PIEMONTE
- az. agr. Carussin (Ferro Bruna)
- Cascina Corte (A.Barosi)
- Az. Agr. Rugrà
- Az. Agr. Tirelli
- Az. Agr. Andrea Scovero
- Cascina Besciolo (Marco)
- Cascina Tvijn ( Nadia Verrua)
- Az. Agr. Piccolo Bacco dei Quaroni
- Az. Agr. La Viranda (Claudio)
- Cascina Zerbetta ( Paolo e Annamaria )
- Az. Agr. Lo Zerbone (Fabio Somazzi)
- Az. Agr. Garella
- Az. Agr. Pino Ratto
- Az. Agr. Eris Spagnol
- Az. Agr. Enzo Boglietti
- Az. Agr. Saccoletto
- Az. Agr. La Luna del Rospo
VENETO
- Az. Agr.
FRIULI
- Az. Agr. I Clivi (Fernando Zanusso)
-az. agr. Canais
- Borc Dodon (Denis Montanar)
......la lista non è completa..........contadinicritici@inventati.org
Per presentare l'Associazione Agricoltori Critici e discuterne assieme i contenuti e gli obiettivi abbiamo stabilito un incontro in Piemonte che si terrà ad ASTI il giorno SABATO 5 MAGGIO alle ore 14:30 presso l'Associazione Diavolo Rosso, in concomitanza con la manifestazione VINISSAGE a cui partecipano alcuni dei produttori (anche di altre regioni) che aderiscono ad Agricoltori critici.
Ci farebbe piacere la tua partecipazione e ci sarebbe gradita un tua conferma. Ovviamente l'invito va diffuso ai viticoltori che ritieni interessati. Restiamo a disposizione per ulteriori informazioni.
Gian Marco (critical wine Torino) - 335.7103869 - g.dellavecchia@tiscali.it
Claudio Solito (La Viranda) - 0141.856571 - vini@laviranda.it
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COME ARRIVARE
Il Diavolo Rosso si trova nella parte più vecchia di Asti, in piazza San Martino 4, nella ex confraternita settecentesca di San Michele, a due passi dalla centralissima piazza Roma e da corso Alfieri, la strada che attraversa tutta la città.
In auto: dalla autostrada A21 (Torino-Piacenza) uscire al casello Asti Ovest e svoltare a sinistra verso il centro città. Al semaforo tenere la destra, superare un secondo semaforo e una rotonda lasciandosi a destra un benzinaio imboccando così una strada in pavé (corso Alfieri). Proseguendo si apre una piazza sulla sinistra dove è già possibile parcheggiare (P) oppure proseguire 100 metri e svoltare a destra (via Roero). Il Diavolo Rosso e l'Osteria del Diavolo si affacciano sulla piazza (san Martino). Si parcheggia lungo la via (Roero) o al fondo della discesa (piazza san Giuseppe, P). Diavolo Rosso, ex chiesa san Michele, piazza San Martino, 14100 Asti tel. fax 0141.355.699
Ogni realtà contadina vive oggi sulla sua pelle le contraddizioni di legislazioni fatte su misura per l'agro-industria: tutta la legislazione di questi ultimi anni, per quanto concerne gli aspetti sanitari, le certificazioni, i sussidi pubblici, le complicazioni burocratiche ed amministrative, è stata pensata contro l’agricoltura contadina. Per quanto riguarda specificatamente il mondo del vino, ad esempio, la creazione dei Consorzi di tutela con compiti di controllo erga omnes (decreti attuativi della legge 164 del 1992) è l’ultimo esempio di questa politica perversa e corporativa. Consorzi di Tutela divenuti strumenti di coercizione in mano alle lobby dell’industria vinicola.
Vi sono quindi una serie di rivendicazioni che vengono oggi dal mondo contadino che coinvolgono il sistema dei prezzi e della distribuzione commerciale ma che si caricano di valenze sociali e culturali molto più vaste e che devono in qualche modo farsi resistenza.
Noi produttori del gruppo Terra e libertà/Critical wine pensiamo sia giunto il momento di organizzarci per sviluppare tutte le possibili forme di resistenza alla omologazione del gusto e delle colture, alla industrializzazione delle campagne e dell’ambiente. Vogliamo quindi rilanciare il progetto TL/CW partendo dalla costituzione della Associazione degli Agricoltori Critici. Vogliamo ribadire la centralità della Terra/terra nelle lotte del presente e del futuro.
Condividiamo l’affermazione secondo cui il protagonismo contadino, diretto, fatto di donne e uomini in carne ed ossa, radicato tra cielo e terra, sia oggi il valore più "alternativo" e "radicale".
“La terra…la terra…la terra…all’infinito la terra”. Non tutti hanno appreso fino in fondo l’insegnamento intrinseco a questa frase di Luigi Veronelli.
I vitivinicoltori che hanno finora dato vita al progetto TL/CW sono stati solamente un’avanguardia politica consapevole del proprio ruolo, resa possibile dalla loro condizione privilegiata, mediamente favorita rispetto alla maggior parte degli altri coltivatori della terra; si sono prestati a fungere da apripista. Ora è necessario coinvolgere tutti i coltivatori della terra e portarli con i loro prodotti e le loro storie, esistenze e resistenze, positività e contraddizioni, in piazza, nel centro della metropoli, nei Mercati Contadini che vogliamo realizzare. Mercati Contadini autonomi ed autogestiti, ove non vi sono spazi fissi assegnati, ma dove ad ognuno è consentito anche saltuariamente o stagionalmente proporre le proprie produzioni.