I Frattali del pianeta umano
Il cerchio delle reti
Il panorama associativo è costellato da migliaia di associazioni con
migliaia di statuti i quali si assomigliano tutti, differenziandosi solo
per alcune particolarità, quindi in teoria è possibile ridurle ad un
unico denominatore comune: la voglia di aggregarsi, di unirsi in piccole
cellule per contare di più, per incidere maggiormente nel tessuto
politico sociale italiano.
Analogamente, i partiti che sono espressione del popolo in politica, in
quanto lo dovrebbero rappresentare in sede parlamentare, sono diventati
espressioni di se stessi, tendono a perpetrarsi riproducendo meccanismi
di privilegio e di potere che hanno travolto la politica in quanto
gestione della cosa pubblica, facendo invece gli interessi delle lobbies
economiche più potenti, multinazionali di ogni settore. Abbiamo
assistito quindi ad una progressiva degenerazione del panorama politico
istituzionale, sociale ed economico della vita e della società italiana
arrivando al culmine apologetico della persona ove un unico individuo ha
il potere economico, politico, massmediatico nelle proprie mani, da
ricalcare quasi la figura del duce re onnipotente.
Dal lato opposto alla centralizzazione del potere nelle mani di un
piccolo gruppo di persone a livello mondiale, non ha corrisposto una
aggregazione di massa a tutela dei propri interessi che contrasta
l’unificazione dei potenti dando vita ad un’opposizione radicale e
determinata per la difesa della libertà individuale e dei diritti della
terra. Attraverso la frantumazione degli interessi generali in piccoli
interessi particolari, si è assistito e si assiste alla frantumazione
delle organizzazioni che in nome di quelli interessi specifici difendono
unicamente quel settore. Una logica sbagliata e perdente ( che avevano
già adottato i romani per comandare col famoso detto “dividi et impera”)
in cui noi ci ricadiamo costantemente, ingenuamente o per malafede, a
discapito della nostra incisività e forza nell’azione politica, sociale…
Per questo sta nascendo un nuovo tentativo di riunificazione,
dell’arcipelago dei movimenti che hanno a cuore le sorti del pianeta,
perché a differenza degli altri tentativi che erano prettamente politici
e antagonisti, il nuovo cerchio delle reti intende unificare in una
visione olistica, inclusiva, non partitica, di difesa degli interessi
generali delle popolazioni e della terra nel suo insieme comprendendo
l’ecosistema da cui è composto: Acqua, Terra, Aria, Regno Animale,
Vegetale e Minerale indi inclusa la bio-diversità. Questa concezione
onnicomprensiva del tutto è più avanzata della politica intesa in senso
stretto come è stata intesa fino ad oggi, che con il proprio
materialismo meccanicistico ha portato al degrado dell’individuo, alla
sua alienazione, alla perdita dei valori spirituali eterocentrici che
riguardano il suo collocamento in un sistema più ampio di relazioni che
comprende tutta la trama della vita e non la sua visione egocentrica.
Allora, rimanendo anche ciascuno nella propria specificità di intervento
è importante collegarsi, connettersi in rete con gli altri e le altre
associazioni e movimenti per creare una convergenza di energie, di mutua
solidarietà, di scambi e di informazioni, in modo da intessere una trama
che in ultima istanza genera una società diversa fondata sui valori
sociali umani e spirituali che condividono la responsabilità ed il
piacere di essere custodi della Madre Terra e degli elementi che la
compongono e hanno il compito di preservarla per le generazioni future.
È ovvio che questo non può avvenire se non tramite ad una critica
radicale del sistema attuale per tutte le ragioni che ben sappiamo.
Altresì deve proporre ed attuare pratiche di vita e modelli di società
diversi che sono economicamente, eco logicamente e umanamente più
sostenibili e compatibili con l’ecosistema universale tenendo conto di
tutte le relazioni anche quelle connesse con il cosmo; ponendo fine alla
visione antropocentrica dell’uomo e collocandolo nel suo giusto ruolo in
questa distesa infinita di relazioni. Una visione ed una pratica che per
altro è già conosciuta nella società attuale poiché migliaia sono i
tentativi già sperimentati in tali direzioni, anche se stentano a farsi
strada, sia per le contraddizioni interne che minano alla base queste
esperienze perché è difficile staccarsi dai riferimenti e dai
condizionamenti attuali, sia per le pressioni che le strutture social-
repressive e religiose mettono in atto nei loro confronti. In questa
direzione comunque vanno avanti esperienze di finanza etica,
microcredito, banca del tempo, reti di economie locali, monete
complementari, convivenze solidali, eco-villaggi, cohausing, famiglie
aperte, case-famiglia, gruppi di acquisto, mercatini del biologico,
ristoranti che praticano rifornimenti a chilometro zero, filiera corta,
scuole familiari, centri sociali autogestiti, scienziati, sociologi,
terapeuti, medici naturopati, medicine non convenzionali quali shatzu,
agopuntura, fitoterapia, bioenergetica, medicina di Hammer,
pranoterapia, agricoltura di sussistenza, agricoltura sinergica,
permacultura, beni comuni, uso civico, movimento per la decrescita,
macrobiotica, vegetarianesimo, economia poetica, ecc che sono tutte
esperienze di vita o modalità di intervento nelle pratiche sociali, che
per il solo fatto di porsi in essere contrastano l’imperativo sociale
dominante che pone l’economia al primo posto e subordina tutti gli altri
interessi compresa la salute umana e del pianeta, al dogma che chi
comanda è il denaro. Non è vero, l’uomo è dotato d’ intelligenza e non
tutti sono disposti a vendersi per denaro, tanti magistrati e funzionari
l’hanno dimostrato pagandone di persona, venendo estromessi, reclusi,
annientati o non avanzando di carriera, ma ciò non significa che hanno
perso. Perde chi rinuncia alla propria dignità pur di ricoprire un ruolo
più alto ed avere uno stipendio maggiore, perde chi fa un lavoro che non
lo soddisfa ma ne è costretto perché si sente incapace di uscire dal
meccanismo, perde chi lo fa coscientemente perché quello è l’unico modo
per sopravvivere e farsi strada, perde perchè non vede oltre il
vantaggio immediato e non vede che cosi facendo mette in crisi gli altri
individui come lui, le relazioni umane e spirituali che si basano su
altri valori oltre che l’ecosistema terrestre perché sarà disposto a
danneggiare, inquinare, consumare le risorse naturali pur di trarne
profitto. Del suo operato paghiamo tutti le conseguenze ed è per questo
che si deve creare una coalizione cosi ampia che riesca a fare aprire
gli occhi e la coscienza anche a queste persone vittime
dell’ingranaggio, che riesca a fare percepire l’interesse di tutti
piuttosto che il proprio personale tornaconto, che riesca a far capire
che procedendo con quel sistema siamo arrivati al punto in cui siamo,
senza una via d’uscita o quasi, il degrado ci divorerà, ci
autodistruggeremo. Per cui quel che è possibile fare facciamo, ciascuno
nel proprio ambito, con i propri mezzi, con il proprio talento e cuore.
È ovvio che non si vuole creare un organo centralizzato supervisore ed
omologante di tutte le associazioni o reti, ma un coordinamento a cui
dare ed attingere informazioni, iniziative, impulsi, per far fronte
tutti insieme, uniti, all’emergenze naturali, sociali ed umane che
saranno sempre più presenti nei prossimi anni, a causa dei processi
vitali che si stanno compiendo causati dal comportamento irresponsabile
dell’uomo o non, ma ci troveremo davanti a situazioni ove non ci saranno
più istituzioni o partiti che potranno garantire la sopravvivenza,
l’ordine, i consumi a cui siamo abituati, sia pure ingiusti, autoritari
e soprattutto dissipativi delle risorse come fossero illimitate; ma ce
la dovremmo cavare da soli unendoci, autogestendoci, mettendo in atto la
democrazia partecipativa senza maggioranza o minoranza ma attuando un
processo decisionale basato sul consenso ( 1 ). E i governi? Si
troveranno spiazzati, non avranno più ragione di esistere, non avranno
più sudditi su cui comandare. Il movimento della disobbedienza civile
avrà conquistato il mondo. Le comunità locali avranno ripreso
l’autogoverno del territorio ed agiranno in piena autonomia rimanendo
fedeli all’imperativo dell’armonia universale e in rapporto alla nostra
Madre Terra.
Mario Cecchi
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