Associazione Agricoltori Critici

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terra e libertà /critical wine è un progetto autogestito, senza scopo di lucro, senza alcuna sponsorizzazione da parte di enti, istituzioni o aziende, che vuole creare un dibattito sui temi della t/Terra, dell’ambiente, per un futuro condiviso di libertà, gioia, creatività, intelligenza

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venerdì, 26 giugno 2009

frattali di movimento

I Frattali del pianeta umano
Il cerchio delle reti

Il panorama associativo è costellato da migliaia di associazioni con 
migliaia di statuti i quali si assomigliano tutti, differenziandosi solo 
per alcune particolarità, quindi in teoria è possibile ridurle ad un 
unico denominatore comune: la voglia di aggregarsi, di unirsi in piccole 
cellule per contare di più, per incidere maggiormente nel tessuto 
politico sociale italiano.
Analogamente, i partiti che sono espressione del popolo in politica, in 
quanto lo dovrebbero rappresentare in sede parlamentare, sono diventati 
espressioni di se stessi, tendono a perpetrarsi riproducendo meccanismi 
di privilegio e di potere che hanno travolto la politica in quanto 
gestione della cosa pubblica, facendo invece gli interessi delle lobbies 
economiche più potenti, multinazionali di ogni settore. Abbiamo 
assistito quindi ad una progressiva degenerazione del panorama politico 
istituzionale, sociale ed economico della vita e della società italiana 
arrivando al culmine apologetico della persona ove un unico individuo ha 
il potere economico, politico, massmediatico nelle proprie mani, da 
ricalcare quasi la figura del duce re onnipotente.
Dal lato opposto alla centralizzazione del potere nelle mani di un 
piccolo gruppo di persone a livello mondiale, non ha corrisposto una 
aggregazione di massa a tutela dei propri interessi che contrasta 
l’unificazione dei potenti dando vita ad un’opposizione radicale e 
determinata per la difesa della libertà individuale e dei diritti della 
terra. Attraverso la frantumazione degli interessi generali in piccoli 
interessi particolari, si è assistito e si assiste alla frantumazione 
delle organizzazioni che in nome di quelli interessi specifici difendono 
unicamente quel settore. Una logica sbagliata e perdente ( che avevano 
già adottato i romani per comandare col famoso detto “dividi et impera”) 
in cui noi ci ricadiamo costantemente, ingenuamente o per malafede, a 
discapito della nostra incisività e forza nell’azione politica, sociale… 
Per questo sta nascendo un nuovo tentativo di riunificazione, 
dell’arcipelago dei movimenti che hanno a cuore le sorti del pianeta, 
perché a differenza degli altri tentativi che erano prettamente politici 
e antagonisti, il nuovo cerchio delle reti intende unificare in una 
visione olistica, inclusiva, non partitica, di difesa degli interessi 
generali delle popolazioni e della terra nel suo insieme comprendendo 
l’ecosistema da cui è composto: Acqua, Terra, Aria, Regno Animale, 
Vegetale e Minerale indi inclusa la bio-diversità. Questa concezione 
onnicomprensiva del tutto è  più avanzata della politica intesa in senso 
stretto come è stata intesa fino ad oggi, che con il proprio 
materialismo meccanicistico ha portato al degrado dell’individuo, alla 
sua alienazione, alla perdita dei valori spirituali eterocentrici che 
riguardano il suo collocamento in un sistema più ampio di relazioni che 
comprende tutta la trama della vita e non la sua visione egocentrica. 
Allora, rimanendo anche ciascuno nella propria specificità di intervento 
è importante collegarsi, connettersi in rete con gli altri e le altre 
associazioni e movimenti per creare una convergenza di energie, di mutua 
solidarietà, di scambi e di informazioni, in modo da intessere una trama 
che in ultima istanza genera una società diversa fondata sui valori 
sociali umani e spirituali che condividono la responsabilità ed il 
piacere di essere custodi della Madre Terra e degli elementi che la 
compongono e hanno il compito di preservarla per le generazioni future. 
È ovvio che questo non può avvenire se non tramite ad una critica 
radicale del sistema attuale per tutte le ragioni che ben sappiamo. 
Altresì deve proporre ed attuare pratiche di vita e modelli di società 
diversi che sono economicamente, eco logicamente e umanamente più 
sostenibili e compatibili con l’ecosistema universale tenendo conto di 
tutte le relazioni anche quelle connesse con il cosmo; ponendo fine alla 
visione antropocentrica dell’uomo e collocandolo nel suo giusto ruolo in 
questa distesa infinita di relazioni. Una visione ed una pratica che per 
altro è già conosciuta nella società attuale poiché migliaia sono i 
tentativi già sperimentati in tali direzioni, anche se stentano a farsi 
strada, sia per le contraddizioni interne che minano alla base queste 
esperienze perché è difficile staccarsi dai riferimenti e dai 
condizionamenti attuali, sia per le pressioni che le strutture social- 
repressive e religiose mettono in atto nei loro confronti. In questa 
direzione comunque vanno avanti esperienze di finanza etica, 
microcredito, banca del tempo, reti di economie locali, monete 
complementari, convivenze solidali, eco-villaggi, cohausing, famiglie 
aperte, case-famiglia, gruppi di acquisto, mercatini del biologico, 
ristoranti che praticano rifornimenti a chilometro zero, filiera corta, 
scuole familiari, centri sociali autogestiti, scienziati, sociologi, 
terapeuti, medici naturopati, medicine non convenzionali quali shatzu, 
agopuntura, fitoterapia, bioenergetica, medicina di Hammer, 
pranoterapia, agricoltura di sussistenza, agricoltura sinergica, 
permacultura, beni comuni, uso civico, movimento per la decrescita, 
macrobiotica, vegetarianesimo, economia poetica, ecc che sono tutte 
esperienze di vita o modalità di intervento nelle pratiche sociali, che 
per il solo fatto di porsi in essere contrastano l’imperativo sociale 
dominante che pone l’economia al primo posto e subordina tutti gli altri 
interessi compresa la salute umana e del pianeta, al dogma che chi 
comanda è il denaro. Non è vero, l’uomo è dotato d’ intelligenza e non 
tutti sono disposti a vendersi per denaro, tanti magistrati e funzionari 
l’hanno dimostrato pagandone di persona, venendo estromessi, reclusi, 
annientati o non avanzando di carriera, ma ciò non significa che hanno 
perso. Perde chi rinuncia alla propria dignità pur di ricoprire un ruolo 
più alto ed avere uno stipendio maggiore, perde chi fa un lavoro che non 
lo soddisfa ma ne è costretto perché si sente incapace di uscire dal 
meccanismo, perde chi lo fa coscientemente perché quello è l’unico modo 
per sopravvivere e farsi strada, perde perchè non vede oltre  il 
vantaggio immediato e non vede che cosi facendo mette in crisi gli altri 
individui come lui, le relazioni umane e spirituali che si basano su 
altri valori oltre che l’ecosistema terrestre perché sarà disposto a 
danneggiare, inquinare, consumare le risorse naturali pur di trarne 
profitto. Del suo operato paghiamo tutti le conseguenze ed è per questo 
che si deve creare una coalizione cosi ampia che riesca a fare aprire 
gli occhi e la coscienza anche a queste persone vittime 
dell’ingranaggio, che  riesca a fare percepire l’interesse di tutti 
piuttosto che il proprio personale tornaconto, che riesca a far capire 
che procedendo con quel sistema siamo arrivati al punto in cui siamo, 
senza una via d’uscita o quasi, il degrado ci divorerà, ci 
autodistruggeremo. Per cui quel che è possibile fare facciamo, ciascuno 
nel proprio ambito, con i propri mezzi, con il proprio talento e cuore. 
È ovvio che non si vuole creare un organo centralizzato supervisore ed 
omologante di tutte le associazioni o reti, ma un coordinamento a cui 
dare ed attingere informazioni, iniziative, impulsi, per far fronte 
tutti insieme, uniti, all’emergenze naturali, sociali ed umane che 
saranno sempre più presenti nei prossimi anni, a causa dei processi 
vitali che si stanno compiendo causati dal comportamento irresponsabile 
dell’uomo o non, ma ci troveremo davanti a situazioni ove non ci saranno 
più istituzioni o partiti che potranno garantire la sopravvivenza, 
l’ordine, i consumi a cui siamo abituati, sia pure ingiusti, autoritari 
e soprattutto dissipativi delle risorse come fossero illimitate; ma ce 
la dovremmo cavare da soli unendoci, autogestendoci, mettendo in atto la 
democrazia partecipativa senza maggioranza o minoranza ma attuando un 
processo decisionale basato sul consenso ( 1 ). E i governi? Si 
troveranno spiazzati, non avranno più ragione di esistere, non avranno 
più sudditi su cui comandare. Il movimento della disobbedienza civile 
avrà conquistato il mondo. Le comunità locali avranno ripreso 
l’autogoverno del territorio ed agiranno in piena autonomia  rimanendo 
fedeli all’imperativo dell’armonia universale e in  rapporto alla nostra 
Madre Terra.
Mario Cecchi
_______________________________________________

Contadinicritici@inventati.org

postato da: critici alle ore 23:37 | link | commenti (1)
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Commenti
#1    01 Luglio 2009 - 22:09
 
ma che cagata è sto blog?
emilio pensa a fare il vino
utente anonimo

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